compagnia salsula

“La virità è ca non me ne va una ‘bbona. Ietto lo sango vicino a ‘sto bancariello e mi mancano sempe riciannove sordi pe appara’ ‘na lira...”

L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. [K. S. Stanislavskij]

L’uocchi mii no’ parlano cchiù. ‘Sto lutto no’ me l’aggio levato ra cuollo, pecchè io lo lutto lo tengo rint’ a lo core…

“Nui simo capitati ra la parte sbagliata e non c’è nienti ra fa’. Accussì simo nati e accussì hamma murì…”;

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” - Eduardo De Filippo;

“‘No bravo vaglione…Non è sirvuto a nienti. La vita m’è ‘mbrogghiato e io aggia persa la partita. E co’ la vita è partita secca. Non c’enno rivincite...”

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” - Eduardo De Filippo;

“Nui sempe queste doe malatie ammo avute…la fame e la ‘gnoranza. Songo malatie gravi, difficili. Nisciuno l’ha sapute curare…”;

Tutto il mondo è un teatro, tutti gli uomini non sono che attori, con le loro entrate e le loro uscite. E ognuno di noi vive la sua vita recitando varie parti. - Shakespeare;

Lo strumento dell'attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico. [K. S. Stanislavskij]

La Compagnia Teatrale "Salsula" si è esibita, il 6 Marzo 2016,  alla prestigiosa rassegna, portando in scena "L'acqua della Madonna", commedia originale in tre atti di Gerardo Coluccini.
Lo spettacolo ha riportato un significativo successo di critica e pubblico, tanto che gli organizzatori hanno ritenuto di proporre la compagnia in rassegne che si terranno, durante l'estate, a Salerno, Nocera Inferiore ed Avella.
 "L'acqua della Madonna" è ambientata in fine - Ottocento ed è recitata - parte in Italiano, parte in dialetto irpino - in costume d'epoca. E' incentrata sul menage matrimoniale dei protagonisti - Eleonora ed Eduardo - appartenenti al notabilato locale, sul quale gravano le ombre di incomprensioni legate ad un amore negato, quello giovanile tra la protagonista e Federico, giovane di umile estrazione sociale, naufragato per le pressioni della famiglia di lei. Lo sviluppo scenico, anche drammatico ma nel quale non mancano gli spunti umoristici, si scioglie nella catarsi finale, suggellata da un evento "miracoloso", che proietta la vicenda umana dei protagonisti in una luce di riscatto e speranza.

Continua a leggere

LAVORI IN CORSO...

Cari amici, stiamo ristrutturando questo sito. A breve, potrete visualizzare altri contenuti, anche con la possibilità di un collegamento al nostro profilo Youtube, per poter visionare la registrazione di alcuni dei nostri lavori. A presto.




Continua a leggere

"Le ghiornate re Maggio" è un dramma in tre atti, ambientato a Salza Irpina nonché scritto e recitato in dialetto salzese.
L’ambientazione storica è ascritta agli anni ‘Sessanta. Al centro dell’azione scenica, la famiglia di Eduardo, il protagonista, uomo colpito da una malattia che ne ha menomato le capacita fisiche e mentali.
Almeno in apparenza, la vita del gruppo familiare è sufficientemente serena. Nonostante le manie di Eduardo e i conseguenti litigi con sua moglie Nunziatina, la famiglia è unita da saldi vincoli di affetto e reciproco rispetto, godendo, inoltre, di un modesto benessere, legato alla gestione di una piccola bottega casearia, creata da Eduardo e portata avanti, con profondo senso della continuità familiare, prima dalla moglie e poi dai figli.
La perenne insoddisfazione di Nunziatina, legata alle sofferenze determinate dalla malattia del marito, non scalfisce più di tanto la saldezza del nucleo familiare, allietato, tra l’altro, dal prossimo matrimonio di uno dei figli.
Tuttavia, come spesso accade nella vita e, conseguentemente, nel teatro, che della prima è trasposizione e sublimazione scenica, il fuoco della rabbia, della passione, del desiderio inconfessato cova sotto la calma apparente di un ordinario ménage familiare.
Il dramma esplode all’improvviso e coinvolge l’intera famiglia, non solo i protagonisti diretti ma anche coloro che sono stati testimoni distratti della trama sotterranea dei sentimenti repressi, quelli che sono colpiti dal marchio del giudizio sociale e morale e crescono all’ombra della negazione.
Paradossalmente è Eduardo l’unico a cogliere quanto accade all’interno del gruppo familiare, scrutando con gli occhi della “savia follia” nell’intrico delle passioni e cogliendone molto più di quanto non riescano a fare coloro che si muovono nell’ambito dell’ordinaria percezione.
Ed è sempre il protagonista a suggellare l’esito finale, il quale, pur vedendo una famiglia sconfitta dalla tenzone della vita, ne recupera, pur nell’amara riflessione sul passato e sulle speranze rimaste inappagate, il sostrato sentimentale di verità.

Interpreti  

Eduardo:               Sabino M. Balestrieri
Nunziatina:         Anna Buonagurio
Michele:               Carmine D'Onofrio 
Carmino:              Alessandro Mosca                  
Filomena:             Anna Cristina Cella
Angilo:                 Marco Vassallo
Raffaella:             Gerarda Sarno
Don Peppo:          Gerardo Coluccini
Comma Maria:    Carmela Ragno

Regia: Gerardo Coluccini
Direttore artistico: Sabino Marcello Balestrieri
Tecnici Audio e luci:
Salvatore Follo
Marcella Balestrieri
Domenico Buonaugurio



Le foto della serata sono state realizzate da Giovanni Cella

Continua a leggere