“La virità è ca non me ne va una ‘bbona. Ietto lo sango vicino a ‘sto bancariello e mi mancano sempe riciannove sordi pe appara’ ‘na lira...”

L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. [K. S. Stanislavskij]

L’uocchi mii no’ parlano cchiù. ‘Sto lutto no’ me l’aggio levato ra cuollo, pecchè io lo lutto lo tengo rint’ a lo core…

“Nui simo capitati ra la parte sbagliata e non c’è nienti ra fa’. Accussì simo nati e accussì hamma murì…”;

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” - Eduardo De Filippo;

“‘No bravo vaglione…Non è sirvuto a nienti. La vita m’è ‘mbrogghiato e io aggia persa la partita. E co’ la vita è partita secca. Non c’enno rivincite...”

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” - Eduardo De Filippo;

“Nui sempe queste doe malatie ammo avute…la fame e la ‘gnoranza. Songo malatie gravi, difficili. Nisciuno l’ha sapute curare…”;

Tutto il mondo è un teatro, tutti gli uomini non sono che attori, con le loro entrate e le loro uscite. E ognuno di noi vive la sua vita recitando varie parti. - Shakespeare;

Lo strumento dell'attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico. [K. S. Stanislavskij]

Posted by compagniateatralesalsula | mercoledì 1 agosto 2012 | 0 commenti



La Compagnia Teatrale Salsula nasce nel 1999. Essa si forma nell’ambito del Comitato per l’organizzazione della festa patronale di Salza Irpina dell’anno 2000, il quale era formato interamente da giovani. L’iniziativa fu messa in piedi quasi per gioco ma il debutto, con la messa in scena de “La Marcolfa” di Dario Fo, con il successo raccolto, fece sì che l’esperimento proseguisse con raddoppiato entusiasmo. Da allora sono passati molti anni. La compagnia è cresciuta da ogni punto di vista. L’esperienza, la partecipazione a rassegne teatrali, il confronto con le realtà umane e professionali del teatro amatoriale locale, ha portato con sé un naturale affinamento della tecnica, sia recitativa che registica e scenografica. La Compagnia, inoltre, si è cimentata nella scrittura, preparazione e messa in scena di copioni originali, scritti in dialetto salzese ed irpino ed ambientati nella nostra terra. La scelta del dialetto non è stata casuale: l’omologazione culturale, la progressiva desuetudine delle popolazioni all’uso del dialetto come lingua parlata, ne mette a serio rischio la sopravvivenza, per cui abbiamo consapevolmente cercato di prestare un nostro contributo all’idioma primigenio, la madre lingua di intere generazioni di Irpini. Ad oggi, abbiamo scritto e rappresentato otto copioni originali, i quali hanno avuto sempre ottima accoglienza di pubblico e di critica; ciò sia per il loro contenuto in termini di valori umani, sia per le capacità tecniche con le quali sono stati proposti sulla scena. Abbiamo, inoltre, portato in scena classici del teatro italiano ed internazionale, interpretando opere di Eduardo De Filippo, Charles Dickens, Peppino De Filippo, Eduardo Scarpetta, Dario Fo. La nostra presenza sulla scena del teatro amatoriale irpino ci ha visti, inoltre, presenti in numerose rassegne. In particolare, “’No figghio scapestrato”, copione originale in dialetto, è stata presentata, nella primavera del 2005, alla quarta edizione di “A gghiuorni luci”, Festival Irpino di teatro, tenutosi al Teatro “99 posti” di Torelli di Mercogliano, riportando, pur al cospetto di compagnie di livello professionale, il terzo posto assoluto e il primo nella speciale graduatoria del voto popolare. La partecipazione alla rassegna è stata, inoltre, coronata dall’assegnazione di due prestigiosi premi. Ad Anna Buonagurio è andato il riconoscimento della giuria quale migliore caratterista per la sua intensa interpretazione di “Nunziatina”, a Gerardo Coluccini è stato assegnato il premio intitolato alla memoria di Salvatore Barbieri, destinato agli autori irpini di opere teatrali. Possiamo dire, senza falsa modestia, di aver costituito una presenza di rilievo nel panorama teatrale locale, sia per aver incoraggiato la pratica e la diffusione della cultura teatrale, sia per i nostri lavori originali in dialetto, un contributo offerto con sincera devozione alle tradizioni di una terra alla quale profondamente sentiamo di appartenere. Questa storia, comunque, non finisce qui. Abbiamo ancora tanto entusiasmo, tanta voglia di vivere insieme emozioni e sentimenti, di indossare la maschera triste e sorridente del teatrante per diletto che scopre, ogni volta che si alza il sipario, quanto dell’uomo e della vita vi sia su quella scena, quanta verità in quella finzione.

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