“La virità è ca non me ne va una ‘bbona. Ietto lo sango vicino a ‘sto bancariello e mi mancano sempe riciannove sordi pe appara’ ‘na lira...”

L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. [K. S. Stanislavskij]

L’uocchi mii no’ parlano cchiù. ‘Sto lutto no’ me l’aggio levato ra cuollo, pecchè io lo lutto lo tengo rint’ a lo core…

“Nui simo capitati ra la parte sbagliata e non c’è nienti ra fa’. Accussì simo nati e accussì hamma murì…”;

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” - Eduardo De Filippo;

“‘No bravo vaglione…Non è sirvuto a nienti. La vita m’è ‘mbrogghiato e io aggia persa la partita. E co’ la vita è partita secca. Non c’enno rivincite...”

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” - Eduardo De Filippo;

“Nui sempe queste doe malatie ammo avute…la fame e la ‘gnoranza. Songo malatie gravi, difficili. Nisciuno l’ha sapute curare…”;

Tutto il mondo è un teatro, tutti gli uomini non sono che attori, con le loro entrate e le loro uscite. E ognuno di noi vive la sua vita recitando varie parti. - Shakespeare;

Lo strumento dell'attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico. [K. S. Stanislavskij]

Posted by compagniateatralesalsula | domenica 23 settembre 2012 | 0 commenti



- ‘La lezione -
di Gerardo Coluccini


Nel 2010, la compagnia teatrale “Salsula” porta in scena un nuovo lavoro originale, “La lezione”, rappresentazione rievocativa del sisma del 1980 in Irpinia e Basilicata, in occasione del trentesimo anniversario.
23 Novembre 1980: una data che segna la storia di tanti uomini e donne del Meridione d’Italia. Dall’Irpinia all’alto Cilento, dal Vulture alla Daunia, intere comunità vengono precipitate nella morte, nella distruzione, nel dolore, nell’impotenza.
Nel breve volgere di un minuto, paesi assopiti in un’atmosfera senza tempo vengono cancellati, le radici stesse di una civiltà contadina antica quanto il mondo vengono messe a nudo. 
Il terremoto è un dramma che non solo pretende un tributo altissimo di vite umane ma impone ai sopravvissuti un carico di dolore, di disagio, di smarrimento, che mette a prova durissima la capacità di sopportazione di una popolazione pur avvezza alle  tribolazioni della fame, della miseria, della guerra, dell’esclusione sociale.
La vita degli scampati è segnata da privazioni e difficoltà di ogni genere: al senso di incredulità e di impotenza, si aggiungono i disagi della sopravvivenza in tende, roulotte, baracche di fortuna e i rigori di un inverno impietosamente gelido.
Alle carenze degli apparati dello Stato, clamorosamente messe a nudo dagli eventi sismici, supplisce l’opera di soccorso prestata da migliaia di volontari accorsi da ogni parte d’Italia.
La gara di solidarietà parte sin dalle prime ore successive alla catastrofe e accompagna la vita delle popolazioni colpite sino al superamento della fase dell’emergenza.
Quelli che saranno definiti “Gli Angeli del terremoto” costituiranno il sostegno fondamentale, il puntello, che consentirà alle popolazioni, tanto duramente provate, di conservare la speranza, di scorgere un senso alla enormità della tragedia, di sentire tutto il calore di una solidarietà profonda ed  autentica.
La rappresentazione tratteggia la vita dei terremotati nel periodo immediatamente successivo al sisma, soffermandosi sulle difficoltà materiali e sul disagio interiore, che ne furono caratteri salienti e ponendo nel giusto rilievo il mirabile contributo che gli Angeli seppero profondere nella loro missione di soccorso a quegli uomini così duramente provati.
Lo sviluppo narrativo, dunque, conduce ad un esito in termini di apertura e di speranza, proponendosi una lettura del dramma nel segno del riscatto umano di fronte alla ineluttabilità degli eventi.

La compagnia, in questo lavoro, ripropone la struttura, già sperimentata ne “La Libertà”, dell’azione scenica preceduta da introduzione filmica, con riprese originali dell’epoca.
La “prima” de “La lezione” si tiene il 27 Novembre 2010, con grande successo di pubblico e apprezzamento delle molte autorità presenti, al centro sociale “Samantha Della Porta” di Avellino, in occasione della “Festa della solidarietà familiare”, evento patrocinato dall’Amministrazione Provinciale di Avellino.
L’opera viene rappresentata anche a Salza Irpina e in occasione della XV edizione della prestigiosa rassegna “Da Natale a Pasqua: Insieme con il teatro”, che si tiene annualmente a Montoro Inferiore. Il successo riscosso è tale che gli organizzatori, nel corso della cerimonia di premiazione della manifestazione, la quale è a carattere non competitivo, riservano un posto d’onore alla compagnia teatrale Salsula, la quale viene premiata in apertura della cerimonia e viene pubblicamente elogiata per la propria capacità di proporre opere originali e di “cantare fuori dal coro”.

Vengono riportati, qui di seguito, i personaggi e gli attori interpreti. 


Concetta                                         Anna Buonagurio
Don Raffaele                                 Sabino M. Balestrieri
‘Ntonetta                                        Maria C. Cella 
Maria                                             Gerarda Sarno
Michele                                          AlessandroMosca
Domenico                                       Alessandro Picariello
Comma’ Gerardina                        Carmela Ragno
Lorenzo                                          Domenico Petrarca
Carlo                                               Gerardo Coluccini
Mario                                             Giuseppe Amatucci
Annuccella                                     Grazia Guglielmo 


Regia: Gerardo Coluccini
Direzione artistica: Sabino M. Balestrieri

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