“La virità è ca non me ne va una ‘bbona. Ietto lo sango vicino a ‘sto bancariello e mi mancano sempe riciannove sordi pe appara’ ‘na lira...”

L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. [K. S. Stanislavskij]

L’uocchi mii no’ parlano cchiù. ‘Sto lutto no’ me l’aggio levato ra cuollo, pecchè io lo lutto lo tengo rint’ a lo core…

“Nui simo capitati ra la parte sbagliata e non c’è nienti ra fa’. Accussì simo nati e accussì hamma murì…”;

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” - Eduardo De Filippo;

“‘No bravo vaglione…Non è sirvuto a nienti. La vita m’è ‘mbrogghiato e io aggia persa la partita. E co’ la vita è partita secca. Non c’enno rivincite...”

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” - Eduardo De Filippo;

“Nui sempe queste doe malatie ammo avute…la fame e la ‘gnoranza. Songo malatie gravi, difficili. Nisciuno l’ha sapute curare…”;

Tutto il mondo è un teatro, tutti gli uomini non sono che attori, con le loro entrate e le loro uscite. E ognuno di noi vive la sua vita recitando varie parti. - Shakespeare;

Lo strumento dell'attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico. [K. S. Stanislavskij]

Posted by compagniateatralesalsula | domenica 23 settembre 2012 | 0 commenti



- Miseria e nobiltà -
di Eduardo Scarpetta

Si tratta della seconda opera, in ordine di tempo, rappresentata dalla Compagnia Teatrale “Salsula”. Dopo la buona riuscita del primo esperimento (La Marcolfa, di Dario Fo), apparve naturale allestire uno spettacolo in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, protettrice di Salza Irpina, anno 2000.
L’improvvisata compagnia si buttò anima e corpo nella preparazione della rappresentazione, cimentandosi in un classico del teatro comico napoletano,  “Miseria e nobiltà”  appunto, di Eduardo Scarpetta.
La farsa del grande autore napoletano venne rivisitata, specialmente con riguardo alla celeberrima riduzione cinematografica di Mario Mattoli, che si valse dell’interpretazione del grande Totò.
La rappresentazione raduna in piazza tantissimi Salzesi, che assistono divertiti allo spettacolo. Il successo deve sicuramente molto alla grande popolarità del soggetto e alla naturale simpatia con cui viene accolta la performance che vede protagonisti giovani appartenenti alla propria comunità.
Tuttavia, la compagnia Salsula se la cava benissimo, sciorinando una interpretazione sciolta e briosa, grazie alla quale essa valica i confini comunali, rappresentando la medesima opera, tra il 2000 e il 2001, con ottimo esito, in diversi Comuni della Provincia di Avellino.
“Miseria e nobiltà” viene anche rappresentata, nel 2001, alla prima edizione di “A ‘gghiuorni luci”,  Festival delle compagnie amatoriali irpine di teatro, organizzato dal “Cocis” (Coordinamento delle Compagnie Irpine di Spettacolo) presso il teatro “99 posti” di Torelli di Mercogliano.
Il lavoro riceve una buona accoglienza da parte del pubblico e lusinghieri sono i commenti della stampa locale alla rappresentazione. L’attrice Anna Buonagurio riceve una menzione speciale da parte della giuria togata per la sua brillante interpretazione di “donna Luisella”.
Vengono riportati, qui di seguito, i personaggi e gli attori interpreti di quel primo lavoro.  Per taluni ruoli, la presenza di una plurimità di attori evidenzia che gli stessi si sono alternati in occasione dei diversi spettacoli.

Felice Sciosciammocca:                 Stanislao D’Andrea
Don Pasquale il fotografo:            Sabino Balestrieri
Donna Luisella:                             Anna Buonagurio
Donna Concetta:                           Filomena Sarno
Pupella:                                          Elisabetta Coppola, Lucia De Mattia
Gemma:                                          Simona Carosella, Giusi De Mattia
Marchesino Eugenio:                    Leonardo Nevola, Domenico Della Porta
Gaetano Semmolone:                     Davide Manuzio
Don Gioacchino:                            Elio Petrarca,
Primo cameriere:                          Elio Petrarca, Salvatore Barbone
Secondo cameriere:                       Maurizio Mosca
Donna Bettina:                             Marcella Caggiano, Maria Cella
Luigino:                                          Antonio Colucci
Bebè:                                               Gerardo Coluccini
Il Barese:                                        Gerardo Coluccini
Peppeniello:                                   Domenico Petrarca                      
Passante:                                       Domenico Della Porta, Antonio Paparella
Sposini:                                         Maurizio Mosca, Lucia De Mattia,
                                                     Anna Angiuoni

Regia: Anna De Mattia

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