“La virità è ca non me ne va una ‘bbona. Ietto lo sango vicino a ‘sto bancariello e mi mancano sempe riciannove sordi pe appara’ ‘na lira...”

L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. [K. S. Stanislavskij]

L’uocchi mii no’ parlano cchiù. ‘Sto lutto no’ me l’aggio levato ra cuollo, pecchè io lo lutto lo tengo rint’ a lo core…

“Nui simo capitati ra la parte sbagliata e non c’è nienti ra fa’. Accussì simo nati e accussì hamma murì…”;

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” - Eduardo De Filippo;

“‘No bravo vaglione…Non è sirvuto a nienti. La vita m’è ‘mbrogghiato e io aggia persa la partita. E co’ la vita è partita secca. Non c’enno rivincite...”

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” - Eduardo De Filippo;

“Nui sempe queste doe malatie ammo avute…la fame e la ‘gnoranza. Songo malatie gravi, difficili. Nisciuno l’ha sapute curare…”;

Tutto il mondo è un teatro, tutti gli uomini non sono che attori, con le loro entrate e le loro uscite. E ognuno di noi vive la sua vita recitando varie parti. - Shakespeare;

Lo strumento dell'attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico. [K. S. Stanislavskij]

Posted by compagniateatralesalsula | domenica 23 settembre 2012 | 0 commenti

- ‘Quei figuri di tanti anni fa -

di Eduardo De Filippo


Nei primi mesi del 2007, la compagnia porta in scena “Quei Figuri di tanti anni fa”, atto unico di Eduardo De Filippo, una farsa dal ritmo incalzante e brioso.  
La scena si svolge al "Circolo della caccia"  (“Circolo dei galantuomini” nell’adattamento) che dovrebbe essere un dignitoso luogo d'incontro per nobili e borghesi benestanti ma che, in realtà, è una bisca, frequentata da gente di malaffare allestita da Gennaro Fierro, (detto "Punto e virgola", soprannome, questo, affibbiatogli "affettuosamente dai compagni di galera"), un ex galeotto, per spennare gli ingenui giocatori che la frequentano. Il biscazziere, venendogli a mancare il compare per barare al gioco, assume come "palo" l'ingenuo e maldestro Luigino Poveretti che, oltre a non capir niente del gioco delle carte è anche goffo e incapace. A lui l'incauto Gennaro Fierro affida la gestione di un mazzo di carte truccato, “'o mazzone”, dal quale estrarre le carte da passargli, in base a segni concordati.
La vittima predestinata di Gennaro Fiero e della sua cricca è l’avvocato Peppino Fattibene, “il pollo”, persona ignara delle macchinazioni ordite a proprio danno e, per giunta, irretito dalle moine di Peppenella (“Sciù Sciù”), convivente di Gennaro Fierro.
Il "palo", Luigi Poveretti, che nel frattempo ha fatto conoscenza con l'avvocato Fattibene, tormentandolo con le sue stupidaggini, si rivela un complice sciagurato: ne combina, infatti, tante che, nonostante gli sganassoni rifilatigli da Gennaro Fierro, fa stravincere la vittima designata.
Alla fine, Gennaro Fierro ed i suoi compari andranno a finire tutti in galera, tra le proteste dell'avvocato (il quale perde la prorpia vincita) e le imprecazioni di Gennaro Fierro che ancora cerca di picchiare l'ingenuo Luigino, causa di tutte le sue sventure.
l lavoro, opportunamente adattato e ridotto, viene rappresentato, tra l’altro, brillantemente, in occasione della manifestazione “La giornata del Teatro” tenutasi a Lapio nel  Marzo 2007.



Vengono riportati, qui di seguito, i personaggi e gli attori interpreti. 


GENNARO FIERRO, biscazziere ed ex galeotto   Stanislao D’Andrea
LUIGINO POVERETTI, giovane ingenuo               Sabino Balestrieri
PEPPINO FATTIBENE, avvocato, “il pollo”          Gerardo Coluccini
BARONE, “compare” di Gennaro Fierro                Mario Piccirillo
GIOVANNINO, giocatore sfortunato                     Domenico Petrarca
SCUPPETTELLA, ladro e favoreggiatore               Elio Petrarca
DELEGATO                                                              Virginio De Maio
FILUMENA, signora decaduta                              Anna Buonagurio
EMILIA, sorella di Giovannino                               Maria Cella
ASSUNTA PETRELLA, alias Marchesa Madre   Carmela Ragno
PEPPENELLA, alias Sciù-Sciù                                Elisa Petrarca
GUARDIE                                                                 Domenico Buonagurio
                                                                                    Angelo Lepore


Adattameno, riduzione e regia: Gerardo Coluccini
Scenografia: Sabino Marcello Balestrieri

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