“La virità è ca non me ne va una ‘bbona. Ietto lo sango vicino a ‘sto bancariello e mi mancano sempe riciannove sordi pe appara’ ‘na lira...”

L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. [K. S. Stanislavskij]

L’uocchi mii no’ parlano cchiù. ‘Sto lutto no’ me l’aggio levato ra cuollo, pecchè io lo lutto lo tengo rint’ a lo core…

“Nui simo capitati ra la parte sbagliata e non c’è nienti ra fa’. Accussì simo nati e accussì hamma murì…”;

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” - Eduardo De Filippo;

“‘No bravo vaglione…Non è sirvuto a nienti. La vita m’è ‘mbrogghiato e io aggia persa la partita. E co’ la vita è partita secca. Non c’enno rivincite...”

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” - Eduardo De Filippo;

“Nui sempe queste doe malatie ammo avute…la fame e la ‘gnoranza. Songo malatie gravi, difficili. Nisciuno l’ha sapute curare…”;

Tutto il mondo è un teatro, tutti gli uomini non sono che attori, con le loro entrate e le loro uscite. E ognuno di noi vive la sua vita recitando varie parti. - Shakespeare;

Lo strumento dell'attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico. [K. S. Stanislavskij]

Posted by compagniateatralesalsula | lunedì 18 aprile 2016 | 0 commenti

La Compagnia Teatrale "Salsula" si è esibita, il 6 Marzo 2016,  alla prestigiosa rassegna, portando in scena "L'acqua della Madonna", commedia originale in tre atti di Gerardo Coluccini.
Lo spettacolo ha riportato un significativo successo di critica e pubblico, tanto che gli organizzatori hanno ritenuto di proporre la compagnia in rassegne che si terranno, durante l'estate, a Salerno, Nocera Inferiore ed Avella.
 "L'acqua della Madonna" è ambientata in fine - Ottocento ed è recitata - parte in Italiano, parte in dialetto irpino - in costume d'epoca. E' incentrata sul menage matrimoniale dei protagonisti - Eleonora ed Eduardo - appartenenti al notabilato locale, sul quale gravano le ombre di incomprensioni legate ad un amore negato, quello giovanile tra la protagonista e Federico, giovane di umile estrazione sociale, naufragato per le pressioni della famiglia di lei. Lo sviluppo scenico, anche drammatico ma nel quale non mancano gli spunti umoristici, si scioglie nella catarsi finale, suggellata da un evento "miracoloso", che proietta la vicenda umana dei protagonisti in una luce di riscatto e speranza.

Leave a Reply